La nota della Presidente del CUG del 25 maggio 2026 evidenzia le problematiche inerenti il Benessere psicofisico del personale del Ministero della Cultura conseguenti alle modalità seguite per la diversa utilizzazione degli spazi della sede del Collegio Romano dopo la riorganizzazione ministeriale.
Il Comitato Unico di Garanzia (CUG) esprime forte dissenso per la gestione dell’ultima riorganizzazione logistica del Complesso del Collegio Romano: spostamenti rapidi e senza adeguata informazione hanno privato lavoratrici e lavoratori delle postazioni abituali, posizionando materiale e attrezzature in spazi provvisori, con danni alla funzionalità degli uffici, alla continuità amministrativa e al benessere psicologico del personale.
Il CUG sottolinea che una riorganizzazione che impatta le condizioni materiali di lavoro riguarda salute, sicurezza, riservatezza e qualità ambientale e richiede il coinvolgimento preventivo degli organismi preposti e comunicazioni chiare. Ricorda gli obblighi normativi (art. 2087 c.c., D.lgs. 81/2008, D.lgs. 165/2001 e direttive/linee guida sulla salute organizzativa) e avverte che improvvisazione e incertezza sono fattori di rischio organizzativo.
Critica inoltre la perdita della sede operativa del CUG, che ne impedisce le funzioni istituzionali.
Propone l’istituzione immediata di un tavolo tecnico permanente composto dai Capi Dipartimento, dal Direttore Generale DG-RUO, dalle Organizzazioni Sindacali, dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e dal Comitato Unico di Garanzia e chiede:
- criteri chiari e verificabili per l’assegnazione degli spazi;
- preferenza per la volontarietà;
- uso di strumenti di flessibilità e lavoro agile;
- valutazioni preventive sul rischio da stress lavoro-correlato;
- garanzia di sicurezza e funzionalità degli ambienti;
- individuazione urgente di una sede stabile per il CUG;
- comunicazione trasparente.
Conclude sollecitando un modello organizzativo partecipativo che ponga al centro il benessere delle persone, necessario per l’efficienza e l’imparzialità dell’azione pubblica.